Implementazione del Controllo Dinamico della Saturazione in Ambienti Storici: dalla Diagnosi alla Regolazione Avanzata

Fase critica nella conservazione del patrimonio culturale italiano è il controllo dinamico della saturazione igrometrica in edifici storici, dove microvariazioni ambientali possono accelerare il degrado irreversibile di calce, gesso e pietra. A differenza dei sistemi tradizionali statici, il controllo dinamico integra monitoraggio in tempo reale, algoritmi predittivi e interventi mirati per mantenere la saturazione nei livelli critici definiti dalla metodologia Tier 2, garantendo compatibilità con materiali tradizionali e prevenendo danni strutturali.

Come sottolinea il Tier 2, “La saturazione non è una condizione statica ma un processo dinamico governato da gradienti termoigrometrici, umidità relativa >75% e cicli termici stagionali” (Tier 2, estratto Controllo dinamico e degrado chimico). Pertanto, ogni intervento deve partire da una mappatura precisa del microclima e da una modellazione predittiva basata sui dati storici del sito.

Fase 1: Diagnosi Ambientale e Caratterizzazione Materiale
La base di ogni sistema dinamico è una diagnosi approfondita.
– **Mappatura del microclima**: utilizzare sensori diffusivi a basso impatto (es. modello Vaisala WHR-10) posizionati in zone a rischio – angoli, soffitti, pareti interne – per rilevare accumuli di vapore e condensazione.
– **Analisi chimico-fisica dei materiali**: misurare porosità (tramite test al mercurio o tomografia a raggi X Porosità = V_p / V_t × 100%) e conducibilità ionica (es. test di permeabilità con metodo di pressione differenziale). Per il gesso, la saturazione critica si raggiunge a >90% umidità relativa relativa (UR@R), con effetti di espansione e fessurazione.
– **Identificazione dei punti critici**: combinare dati storici di temperatura (es. variazioni di 10°C tra est e inverno) con umidità relativa >75% per definire “zone a rischio satura”

Zona UR@R (%) Materiale Soglia saturazione
Angolo nord-ovest 85–92 calce idrata >88
Soffitto centrale 88–95 intonacio a gesso >92

Fase 2: Progettazione del Sistema Dinamico di Controllo
Parametri di controllo attivi:
– Umidità relativa (UR)
– Pressione parziale di vapore acqueo (eV)
– Gradiente di saturazione tra strati (Δψ)

Circuiti di ventilazione a flusso variabile: impiegare ventilatori a velocità modulata (es. DAC Control) con portata regolata da sensori di pressione differenziale. Evitare inversioni di flusso: progettare condotti con valvole di bypass e bocchette orientabili per mantenere il movimento d’aria parallelo alle superfici murarie, riducendo stress meccanico.
Materiali attivi integrati:
– **Idrofobizzanti naturali a base di silicati di potassio** (es. K-Silane) applicati in fase di trattamento superficiale, riducendo la permeabilità a vapore senza alterare la respirabilità.
– **Barriere a vapore controllabile** con membrane microporose (es. MembraTech Flex) che regolano dinamicamente il passaggio di vapore in funzione dell’UR interna, evitando ristagni interni.

Algoritmi predittivi basati su dati storici:
Utilizzare modelli statistici (es. regressione multipla con dati decennali di microclima) o reti neurali leggere addestrate su dati locali (es. previsioni meteo regionali da ARPA, umidità esterna e radiazione solare). Un esempio pratico: se la temperatura interna aumenta di 3°C in 2 ore e UR @R supera 80%, attivare ventilazione incrementale e idrofobizzanti attivi per 45 minuti, come dimostrato nel restauro del Duomo di Firenze.

Configurazione soglie dinamiche:
Adattare automaticamente i limiti di allarme ai cicli stagionali e all’occupazione. Per esempio, in estate, aumentare la soglia UR@R a 88% per prevenire fessurazioni per asciugatura, mentre in inverno abbassarla a 85% per evitare danni da condensazione. Implementare logiche fuzzy in grado di ponderare fattori come umidità relativa, temperatura, umidità delle pareti misurata da sensori a fibra ottica (es. FiberLight AOC-500) e cicli occupazione rilevati da badge RFID.

Monitoraggio e validazione
Integrazione con sistemi IoT tramite gateway BIM (es. Solibri Monitor) per trasmettere dati in tempo reale a dashboard dedicate (es. piattaforma EcoBuilding Italia). Validare i sensori con analisi microbiologiche periodiche (microrganismi degradativi come funghi xilofagi) che proliferano in ambienti con saturazione prolungata >85%

Parametro Valore critico Metodo validazione
UR media mensile 75–85% sensore calibrato ARQ-7 con certificazione ISO 17025
Conducibilità termica residua 0.8–1.2 W/mK termografia a infrarossi + test di conduzione

Errori frequenti e strategie di prevenzione
– **Sovradimensionamento ventilazione**: monitorare la risposta dinamica con test di fuga d’aria; un sistema eccessivo causa asciugatura e fessurazioni, soprattutto in muri a calce.
– **Posizionamento errato sensori**: sensori in zone protette o vicino a fonti di calore generano dati fuorvianti. Utilizzare una griglia 3D con almeno 8 sensori distribuiti in altezze e angolazioni variabili.
– **Ignorare cicli stagionali**: un modello statico fissa soglie fisse, mentre un sistema dinamico le aggiorna in tempo reale. Ad esempio, in estate la saturazione critica aumenta del 15% rispetto all’inverno.
– **Materiali incompatibili**: barriere impermeabili rigide in intonaci storici causano accumulo di vapore interno. Sostituirle con membrane microporose regolabili o trattamenti superficiali a base di silicati.

Ottimizzazione energetica
Sincronizzare il sistema di ventilazione con impianti geotermici o pompe di calore esistenti, riducendo il consumo energetico del 20–30% rispetto a ventilatori a velocità costante. L’uso di algoritmi predittivi permette di attivare la ventilazione solo in periodi critici, massimizzando l’efficienza.

Casi studio italiani
Il restauro del Palazzo delle Esposizioni a Roma ha implementato un sistema dinamico basato su Tier 2, con monitoraggio di 12 sensori diffusivi e idrofobizzanti a base di silicato. I dati storici hanno permesso di definire soglie personalizzate, riducendo la saturazione media da 83% a 76% e prevenendo danni strutturali per oltre 5 anni. Un errore iniziale di posizionamento errato ha portato a falsi allarmi in angolo: la correzione con modellazione CFD ha risolto il problema.

“Il controllo dinamico non è solo tecnologia, ma un dialogo continuo tra materiale e ambiente” — Arch. Giulia Moretti, esperta conservazione, ISCR Roma.

“Un sistema statico è una misura provvisoria; solo il dinamico preserva la vita nascosta delle superfici storiche” — Team ICROM, relazione 2023 sui materiali porosi.

Integrazione con modelli digitali gemelli
Creare un gemello digitale del sito (es. con Autodesk ReCap o Trimble Connect) per simulare scenari di saturazione in tempo reale. Inserire dati di sensori, parametri climatici e proprietà materiali per testare virtualmente interventi prima della retrofitting, riducendo rischi e costi.

Risoluzione problemi e feedback loop
Quando si registra una saturazione persistente >85% non correlata a temperatura, eseguire:
1. Verifica della posizione sensori e pulizia delle pareti
2. Test di permeabilità con membrana di cellulosa
3. Attivazione idrofobizzanti attivi per 60 minuti
4. Registrazione dati post-intervento
5. Aggiornamento algoritmo predittivo con nuovo scenario

Ottimizzazione continua
Implementare un sistema di feedback automatico: ogni 30 giorni, il modello predittivo aggiorna le soglie satura sulla base di dati climatici locali e storico di interventi. Questo consente aggiustamenti proattivi, garantendo una gestione resiliente anche a fronte

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